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Spiriti Liberi – Festival Uaar a Imola sabato 21 aprile

Sabato 21 aprile, a Imola, si terrà Spiriti Liberi, il primo festival laico umanista organizzato dai circoli Uaar dell’Emilia Romagna.
Dalle ore 17 fino a mezzanotte la monumentale Salannunziata, spazio espositivo ricavato da una ex-chiesa seicentesca nel centro storico di Imola, sarà allestita con le immagini delle campagne Uaar e ospiterà punti informativi sulle attività dell’associazione (ora alternativa, occhiopermille, diritti civili laici, sbattezzo, …), il laboratorio per bambini Penne di dinosauro alle ore 17:30, quiz con sorpresa-regalo per i più abili, il tavolo per la Giornata di mobilitazione per il Biotestamento, gadget Uaar, libri Nessun Dogma, il gioco per votare i provvedimenti più urgenti per un’Italia laica e civile, la presentazione del libro Evoluzione al femminile alle ore 21. E per i candidati alla carica di sindaco di Imola, consegna delle domande laiche alle quali potranno rispondere pubblicamente.
Dalle ore 18:30, aperitivo offerto dall’Uaar, con un calice di vino della cantina Poderi delle Rocche per… liberare gli spiriti 🙂
INGRESSO LIBERO
Evento su Facebook
Volantino

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Scegli l’ora alternativa. Al via la seconda fase della campagna Uaar “Posso scegliere da grande?”

«Per farli scegliere da grandi, scegli l’ora alternativa». È questo lo slogan che da oggi e per le prossime tre settimane campeggerà su volantini, manifesti, autobus e giornali locali su iniziativa dei circoli dell’Uaar sparsi su tutto il territorio nazionale. Il Circolo UAAR di Rimini si è attivato per la campagna, per la quale usciranno manifesti 70×100 a Rimini, Riccione e Santarcangelo. Prevista inoltre l’uscita di un megaposter 6×3 a Rimini e la pubblicazione sulla prima pagina dell’inserto sull’orientamento scolastico che verrà pubblicato dal Corriere Romagna.
«L’idea è quella di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul diritto dei più piccini a crescere senza imposizioni, senza dogmi di alcun tipo», spiega Roberto Grendene, responsabile campagne dell’associazione. «In particolare abbiamo scelto la data di oggi per far partire questo battage in quanto da domani, 16 gennaio, fino al 6 febbraio sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2018/19 e i genitori dei piccoli studenti che frequenteranno una prima classe dovranno dunque scegliere se far subire ai propri figli l’insegnamento della religione cattolica oppure offrire loro una educazione laica. Chi passerà a una classe successiva della stessa scuola può semplicemente comunicare la propria decisione alla segreteria: meglio farlo entro il termine previsto per le iscrizioni, ma è possibile anche nei mesi successivi. Il nostro invito — prosegue Grendene — è a scegliere l’ora alternativa, ossia le attività didattiche e formative che i dirigenti scolastici sono obbligati per legge a garantire, anche per un solo bambino. Riteniamo infatti che un’ora in cui tutti si possano a sentire a loro agio senza discriminazioni sia la scelta educativa migliore: non è forse più appropriato che i bambini possano, autonomamente e nel tempo necessario, sviluppare proprie convinzioni invece di essere indottrinati tra le mura scolastiche?».
Quella partita oggi è la seconda fase della campagna “Posso scegliere da grande?” — che prende spunto dall’inglese “Please Don’t Label Me” — lanciata dall’Uaar in novembre in concomitanza con la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia.
«Due mesi fa ci siamo concentrati sui social network e abbiamo messo a disposizione l’immagine di Sara, una bimba di due anni, che ci interrogava sulla libertà dei bambini di essere educati allo spirito critico e non indottrinati. È stato un successo che è andato al di là delle aspettative, raggiungendo oltre 735mila utenti Facebook. A dimostrazione che la questione è sentita. Ora che per Sara è arrivato il momento di iscriversi alla scuola dell’infanzia partiamo con la seconda fase, uscendo dal mondo virtuale per entrare in quello reale. Grazie all’impegno profuso dai vari circoli dell’associazione infatti da oggi le immagini della campagna saranno su bus e manifesti su strada, cui si aggiungeranno volantinaggi e inserzioni su giornali locali. Da Palermo a Udine, da Bari a Genova. Nei piccoli centri come Ispica (RG) alle metropoli come Milano. Siamo certi che la campagna riceverà una buona accoglienza dai nostri concittadini, anche dai credenti, e che i tempi siano un po’ cambiati rispetto alla vicenda “ateo-bus” di qualche anno fa contro cui ci fu persino chi fece obiezione di coscienza, rifiutandosi di guidare».
#sceglieredagrande

Maggiori informazioni:
www.uaar.it/sceglieredagrande
oraalternativa.it
info@oraalternativa.it
faceboo.com/oradireligioneorabasta

Elenco provvisorio delle città in cui la campagna verrà diffusa: Ancona, Avezzano (AQ), Bari, Bergamo, Bologna, Camponogara (VE), Casalecchio di Reno (BO), Catania, Chioggia (VE), Comiso (RG), Cosenza, Genova, Imola (BO), Ispica (RG), L’Aquila, La Spezia, Livorno, Mestre (VE), Milano, Modica (RG), Novara, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pordenone, Ragusa, Ravenna, Rimini, San Lazzaro di Savena (BO), Siena, Sulmona (AQ), Udine, Venezia, Verbania, Vittoria (RG).

UAAR: trent’anni da non credere! Festival laico umanista a Senigallia dal 6 al 8 ottobre 2017

Da venerdì 6 a domenica 8 ottobre UAAR festeggia i suoi 30 anni a Senigallia, in un festival ricco di iniziative.

Qui sotto riportiamo il programma che potete consultare sul sito UAAR per eventuali aggiornamenti.
Vi aspettiamo!

Trent’anni… da non credere!

Sono passati trent’anni da quando un piccolo gruppo di impavidi laici sognatori ha posto le basi di quella che oggi è l’Uaar. Era l’ottobre del 1987: presidente del Consiglio era Giovanni Goria, sul soglio pontificio sedeva Wojtyla, il muro di Berlino era ancora in piedi e nessun Bush era ancora arrivato alla Casa Bianca.
In questi trent’anni l’Uaar di cose ne ha fatte tante: ha lanciato la campagna per lo sbattezzo e quella per l’ora alternativa, ha dato vita a una rivista bimestrale e ha fondato un progetto editoriale, ha creato un premio cinematografico, ha lottato per l’autodeterminazione delle donne, per i diritti delle persone LGBTQ e per una legge sul fine vita, ha organizzato centinaia di eventi culturali su tutto il territorio nazionale, grazie anche alla costruzione di una rete capillare che, fra circoli e referenti, coinvolge 60 province. Ha denunciato, informato e contro-informato, ma soprattutto ha raccontato e dato voce a una parte di paese spesso taciuta o inascoltata.
Per ripercorrere insieme le tappe di questa storia, ma soprattutto per festeggiare i risultati raggiunti e per immaginarne di nuovi vi invitiamo tutte e tutti al primo Festival Laico Umanista, “Trent’anni… da non credere”, che si terrà a Senigallia (AN) in piazza del Duca dal 6 all’8 ottobre.
Tra dibattiti, spettacoli, concerti, laboratori didattici, stand tematici, sbattezzo point e tanti, tanti ospiti sarà l’occasione perfetta per (ri)conoscere l’Uaar.

Programma
Venerdì 6 ottobre
16.00
Apertura stand “Festival laico umanista – UAAR”

16.30‑17.30
Laboratorio per bambini “Penne di Dinosauro” a cura di Bruna Tadolini

17.45‑19.15
“Per una scuola laica, inclusiva, all’avanguardia” con Rosalba Sgroia e Bruno Moretto. Presenta Roberto Grendene

19.30‑20.30
“Don Zauker Talk Show” con Emiliano Pagani e Daniele Caluri

20.45‑21.45
Proiezione del film “Love is All. Piergiorgio Welby, autoritratto” con i registi Francesco Andreotti e Livia Giunti

22.00‑23.30
“Liberi di scegliere: dibattito su direttive anticipate di trattamento e Fine-Vita” con Mina Welby, Beppino Englaro e Stefano Incani. Modera Simona Maggiorelli

24.00
Chiusura stand

Sabato 7 ottobre
10.00
Apertura stand

11.00‑12.00
Premiazione del concorso “Il diavolo veste UAAR” con Emiliano Pagani e Daniele Caluri, autori di “Don Zauker”

12.00‑13.00
“SOS Pillola – Diritti riproduttivi” a cura di Alessandra Stevan e Tobia Invernizzi

14.30‑15.30
Laboratorio per bambini “Filosofica Mente” a cura di Rosanna Lavagna e Francesca Marzadori

15.30‑17.15
“Nessun Dogma: la comunicazione culturale laica e razionale nel mondo di oggi” con Cinzia Sciuto, Rosalba Sgroia, Marcello Sala e David Puente. Modera Raffaele Carcano

17.30‑19.30
“Diversità e discriminazione: non credenza, gender e altre storie” con Yuri Guaiana, Giuseppe Civati, Monica Cirinnà, Chiara Lalli, Sergio Lo Giudice. Modera Giacomo Russo Spena

20.15‑21.15
Concerto: Kama

22.00‑23.45
Concerto: Soul Vaccination

24.00
Chiusura stand

Domenica 8 ottobre

10.00‑10.30
Consegna Premi di laurea UAAR 2017

10.30‑11.30
Spettacolo di magia per bambini a cura di Luca Menichelli del CICAP

11.30‑13.00
“Nelle Mani del dottore” – Incontro con i presidenti onorari UAAR, con Carlo Flamigni, Marina Mengarelli, Valerio Pocar, Laura Balbo

13.00
Saluti finali

15.00
Chiusura stand

Pieghevole

Ora alternativa alla religione cattolica: nella Repubblica di San Marino non è prevista

Nemmeno nella Repubblica di San Marino la scuola è a passo con i tempi: come denuncia Francesca nella sua lettera, che pubblichiamo qui di seguito, la quale lamenta la mancata attivazione dell’ora alternatica all’IRC presso ogni grado di scuola, con l’aggiunta della pesante discriminazione relativa al fatto che il voto dell’IRC fa media nella valutazione scolastica, media che viene presa in considerazione per l’assegnazione di borse di studio. Quindi, di fatto, i figli dei cittadini sammarinesi che hanno “l’esonero” dall’IRC non hanno la possibilità di competere alla pari con i figli dei cattolici.
Il Circolo UAAR di Rimini sostiene la battaglia di Francesca, la quale ha naturalmente il nostro appoggio per organizzare eventuali incontri sul territorio con i cittadini, le realtà associative e politiche che volessero confrontarsi con chi questa battaglia l’affronta da anni in Italia.
In questi giorni la discussione sull’ora di religione arriva al Consiglio Grande e generale.
https://www.facebook.com/groups/gruppouaar/?fref=ts
“Che San Marino abbia un problema coi diritti civili oramai è cosa certa, da quando a dirlo è stato Nils Muižnieks, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa. Ma stavolta non parliamo di aborto, né di parità di genere o di libertà di stampa. Parliamo di scuola e di tutela delle minoranze.
L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole a San Marino si svolge in maniera differente rispetto a quanto avviene in Italia.
In Italia da 30 anni le scuole sono obbligate ad organizzare l’alternativa di cui lo studente può scegliere di avvalersi. L’insegnamento non è oggetto di voto ma di giudizio che non è riportato nel documento di valutazione, proprio per non penalizzare coloro che scelgono di non avvalersene.
A San Marino l’insegnamento della religione nella scuola pubblica è obbligatorio con facoltà di esonero, e non è prevista ora alternativa. L’insegnamento della religione cattolica prevede l’assegnazione del voto scritto nel documento di valutazione, voto che fa media nel rendimento scolastico, nell’ammissione all’esame e media che viene presa in considerazione per l’assegnazione delle borse di studio a cui tutti gli studenti delle scuole superiori possono accedere, se meritevoli.
Ciò costituisce grave discriminazione per coloro che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento che vedono quindi minori insegnamenti, minor profitto, minor possibilità e disparità di trattamento.
Anche le leggi sammarinesi parlano di scuola libera da discriminazioni e organizzata in modo da rispettare i diritti fondamentali dei cittadini, riconoscere la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e ogni altro ogni altro atto internazionale in materia cui la Repubblica di San Marino abbia aderito.
Riteniamo che l’attuale situazione oggettivamente discriminatoria sia in contrasto con gli articolati di cui sopra, nonché con la carta dei diritti, aggravata dal fatto che è perpetrata ai danni di bambin* e ragazz*, pertanto riteniamo doveroso un rapido cambiamento. Nei prossimi giorni saranno discusse in Consiglio Grande e Generale le istanze della cittadinanza che chiedono il riequilibrio della situazione. Esortiamo a porre rimedio.
Gruppo diritti civili e libertà individuali”.

Ora alternativa: un diritto a ostacoli


Nonostante il diritto all’ora alternativa sia pienamente riconosciuto e normato sussistono difficoltà nella sua attuazione, quando non vere e proprie resistenze dirette o indirette, in diverse realtà scolastiche. La nostra socia UAAR ha scritto ad un dirigente la seguente lettera:
“Egr. Dirigente,
la presente in merito alla mancata attivazione dell’Ora Alternativa all’IRC relativa alla classe IIIA della scuola media Gabellini ancora la settimana scorsa.
Innumerevoli norme e circolari stabiliscono che la scelta di non frequentare l’ora di religione cattolica non deve dal luogo ad alcuna forma di discriminazione: il dirigente scolastico deve quindi obbligatoriamente garantire l’attivazione delle attività alternative sin dal primo giorno di lezione.
Procrastinare l’inizio dell’insegnamento, oltre ad essere un atto di irresponsabilità educativa, lede il diritto alla libertà religiosa e all’istruzione.
Per giustificare la discriminazione segnalata viene alle volte richiamata, in maniera del tutto arbitraria, la circolare ministeriale n. 131 del 3 maggio 1986, che impegna i Consigli dei docenti a definire le attività alternative, sentiti i genitori interessati, entro il primo mese dall’inizio delle lezioni. Questo mese di tempo è il limite massimo entro il quale il programma delle attività alternative sarà definitivamente fissato, consentendo ai genitori interessati di esprimersi, di norma durante la prima assemblea di classe. Non dà certo la libertà di discriminare per diverse settimane chi non frequenta l’IRC: durante le prime lezioni dell’anno scolastico, l’insegnante di alternativa potrà e dovrà svolgere attività didattica e formativa seguendo un programma provvisorio. Ad esempio riprendendo lezioni già svolte nella stessa scuola negli anni precedenti oppure attingendo dal materiale a disposizione degli insegnanti presente su oraalternativa.it, se si vuole lasciar perdere il fatto che io stessa ho consegnato lo scorso anno durante un consiglio d’istituto informazioni sui programmi già attivati in altre scuole italiane a tutti i membri del consiglio stesso.
Un docente dev’essere garantito, magari con nomina fino ad avente diritto, per esempio utilizzando il potenziamento fino alla nomina dell’insegnante.
Probabilmente le enormi difficoltà in cui si trovano le scuole sotto tanti punti di vista fanno ritenere di secondaria importanza questioni come l’Ora Alternativa. Le famiglie non cattoliche contribuiscono al sostegno della scuola come tutte le altre, anzi con le proprie tasse contribuiscono a pagare anche gli stipendi degli insegnanti dell’ IRC, dato che, pur essendo nominati dalla curia, sono stipendiati dallo stato, e sentirsi rispondere che gli insegnanti per i nostri figli non ci sono aggiunge al danno la beffa.
Chiedo che nella presente settimana si provveda a far sì che mio figlio possa usufruire dei propri diritti normati dalla legge, in caso contrario mi vedrò costretta a rivolgermi all’ufficio legale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti di cui sono membro attivo.
Distinti saluti
Dott.ssa Gabriella Bertuccioli”


Questa la risposta del dirigente:
“Gentile Dott.ssa Bertuccioli,
prendo nota della sua segnalazione sul mancato avvio delle attività riferite all’ora alternativa all’IRC.
Dopo anni di conoscenza reciproca Lei sa benissimo quanto è stato fatto dall’istituto per rendere operativa tutta la materia delle attività alternative all’IRC all’interno delle scuole del nostro istituto: il ritardo dell’anno in corso non è dovuto sicuramente a nessuna intenzione di ledere il diritto alla libertà religiosa e all’istruzione degli alunni che non si avvalgono dell’Irc e delle loro famiglie, ma bensì purtroppo alle difficoltà connesse all’avvio dell’anno scolastico e alla mole di lavoro connessa alle fase di reclutamento dei docenti dovuta alla legge 107/2015. Ancora oggi si è alla ricerca di personale disponibile all’insegnamento di tale materia in quanto il monte ore non è elevato e i vari supplenti aspettano proposte più consistenti dal punto di vista orario. Da questa settimana saremo al completo e tutte le attività saranno avviate regolarmente.
Sperando di aver soddisfatto la sua esigenza di chiarimenti, Le porgo distinti saluti.”


Facendo nostre le perplessità della nostra socia, e avendo comunque coscienza delle difficoltà del mondo scolastico, anche per le recenti riforme legislative, a chi bisogna chiedere conto per la mancata attuazione del diritto all’ora alternativa: al dirigente o al ministero?

Qui le faq sull’ora alternativa nel sito UAAR