Ora alternativa alla religione cattolica: nella Repubblica di San Marino non è prevista

Nemmeno nella Repubblica di San Marino la scuola è a passo con i tempi: come denuncia Francesca nella sua lettera, che pubblichiamo qui di seguito, la quale lamenta la mancata attivazione dell’ora alternatica all’IRC presso ogni grado di scuola, con l’aggiunta della pesante discriminazione relativa al fatto che il voto dell’IRC fa media nella valutazione scolastica, media che viene presa in considerazione per l’assegnazione di borse di studio. Quindi, di fatto, i figli dei cittadini sammarinesi che hanno “l’esonero” dall’IRC non hanno la possibilità di competere alla pari con i figli dei cattolici.
Il Circolo UAAR di Rimini sostiene la battaglia di Francesca, la quale ha naturalmente il nostro appoggio per organizzare eventuali incontri sul territorio con i cittadini, le realtà associative e politiche che volessero confrontarsi con chi questa battaglia l’affronta da anni in Italia.
In questi giorni la discussione sull’ora di religione arriva al Consiglio Grande e generale.
https://www.facebook.com/groups/gruppouaar/?fref=ts
“Che San Marino abbia un problema coi diritti civili oramai è cosa certa, da quando a dirlo è stato Nils Muižnieks, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa. Ma stavolta non parliamo di aborto, né di parità di genere o di libertà di stampa. Parliamo di scuola e di tutela delle minoranze.
L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole a San Marino si svolge in maniera differente rispetto a quanto avviene in Italia.
In Italia da 30 anni le scuole sono obbligate ad organizzare l’alternativa di cui lo studente può scegliere di avvalersi. L’insegnamento non è oggetto di voto ma di giudizio che non è riportato nel documento di valutazione, proprio per non penalizzare coloro che scelgono di non avvalersene.
A San Marino l’insegnamento della religione nella scuola pubblica è obbligatorio con facoltà di esonero, e non è prevista ora alternativa. L’insegnamento della religione cattolica prevede l’assegnazione del voto scritto nel documento di valutazione, voto che fa media nel rendimento scolastico, nell’ammissione all’esame e media che viene presa in considerazione per l’assegnazione delle borse di studio a cui tutti gli studenti delle scuole superiori possono accedere, se meritevoli.
Ciò costituisce grave discriminazione per coloro che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento che vedono quindi minori insegnamenti, minor profitto, minor possibilità e disparità di trattamento.
Anche le leggi sammarinesi parlano di scuola libera da discriminazioni e organizzata in modo da rispettare i diritti fondamentali dei cittadini, riconoscere la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e ogni altro ogni altro atto internazionale in materia cui la Repubblica di San Marino abbia aderito.
Riteniamo che l’attuale situazione oggettivamente discriminatoria sia in contrasto con gli articolati di cui sopra, nonché con la carta dei diritti, aggravata dal fatto che è perpetrata ai danni di bambin* e ragazz*, pertanto riteniamo doveroso un rapido cambiamento. Nei prossimi giorni saranno discusse in Consiglio Grande e Generale le istanze della cittadinanza che chiedono il riequilibrio della situazione. Esortiamo a porre rimedio.
Gruppo diritti civili e libertà individuali”.

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