Ora alternativa: un diritto a ostacoli


Nonostante il diritto all’ora alternativa sia pienamente riconosciuto e normato sussistono difficoltà nella sua attuazione, quando non vere e proprie resistenze dirette o indirette, in diverse realtà scolastiche. La nostra socia UAAR ha scritto ad un dirigente la seguente lettera:
“Egr. Dirigente,
la presente in merito alla mancata attivazione dell’Ora Alternativa all’IRC relativa alla classe IIIA della scuola media Gabellini ancora la settimana scorsa.
Innumerevoli norme e circolari stabiliscono che la scelta di non frequentare l’ora di religione cattolica non deve dal luogo ad alcuna forma di discriminazione: il dirigente scolastico deve quindi obbligatoriamente garantire l’attivazione delle attività alternative sin dal primo giorno di lezione.
Procrastinare l’inizio dell’insegnamento, oltre ad essere un atto di irresponsabilità educativa, lede il diritto alla libertà religiosa e all’istruzione.
Per giustificare la discriminazione segnalata viene alle volte richiamata, in maniera del tutto arbitraria, la circolare ministeriale n. 131 del 3 maggio 1986, che impegna i Consigli dei docenti a definire le attività alternative, sentiti i genitori interessati, entro il primo mese dall’inizio delle lezioni. Questo mese di tempo è il limite massimo entro il quale il programma delle attività alternative sarà definitivamente fissato, consentendo ai genitori interessati di esprimersi, di norma durante la prima assemblea di classe. Non dà certo la libertà di discriminare per diverse settimane chi non frequenta l’IRC: durante le prime lezioni dell’anno scolastico, l’insegnante di alternativa potrà e dovrà svolgere attività didattica e formativa seguendo un programma provvisorio. Ad esempio riprendendo lezioni già svolte nella stessa scuola negli anni precedenti oppure attingendo dal materiale a disposizione degli insegnanti presente su oraalternativa.it, se si vuole lasciar perdere il fatto che io stessa ho consegnato lo scorso anno durante un consiglio d’istituto informazioni sui programmi già attivati in altre scuole italiane a tutti i membri del consiglio stesso.
Un docente dev’essere garantito, magari con nomina fino ad avente diritto, per esempio utilizzando il potenziamento fino alla nomina dell’insegnante.
Probabilmente le enormi difficoltà in cui si trovano le scuole sotto tanti punti di vista fanno ritenere di secondaria importanza questioni come l’Ora Alternativa. Le famiglie non cattoliche contribuiscono al sostegno della scuola come tutte le altre, anzi con le proprie tasse contribuiscono a pagare anche gli stipendi degli insegnanti dell’ IRC, dato che, pur essendo nominati dalla curia, sono stipendiati dallo stato, e sentirsi rispondere che gli insegnanti per i nostri figli non ci sono aggiunge al danno la beffa.
Chiedo che nella presente settimana si provveda a far sì che mio figlio possa usufruire dei propri diritti normati dalla legge, in caso contrario mi vedrò costretta a rivolgermi all’ufficio legale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti di cui sono membro attivo.
Distinti saluti
Dott.ssa Gabriella Bertuccioli”


Questa la risposta del dirigente:
“Gentile Dott.ssa Bertuccioli,
prendo nota della sua segnalazione sul mancato avvio delle attività riferite all’ora alternativa all’IRC.
Dopo anni di conoscenza reciproca Lei sa benissimo quanto è stato fatto dall’istituto per rendere operativa tutta la materia delle attività alternative all’IRC all’interno delle scuole del nostro istituto: il ritardo dell’anno in corso non è dovuto sicuramente a nessuna intenzione di ledere il diritto alla libertà religiosa e all’istruzione degli alunni che non si avvalgono dell’Irc e delle loro famiglie, ma bensì purtroppo alle difficoltà connesse all’avvio dell’anno scolastico e alla mole di lavoro connessa alle fase di reclutamento dei docenti dovuta alla legge 107/2015. Ancora oggi si è alla ricerca di personale disponibile all’insegnamento di tale materia in quanto il monte ore non è elevato e i vari supplenti aspettano proposte più consistenti dal punto di vista orario. Da questa settimana saremo al completo e tutte le attività saranno avviate regolarmente.
Sperando di aver soddisfatto la sua esigenza di chiarimenti, Le porgo distinti saluti.”


Facendo nostre le perplessità della nostra socia, e avendo comunque coscienza delle difficoltà del mondo scolastico, anche per le recenti riforme legislative, a chi bisogna chiedere conto per la mancata attuazione del diritto all’ora alternativa: al dirigente o al ministero?

Qui le faq sull’ora alternativa nel sito UAAR

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